Vesta
App Android per sapere cosa c'è nel guardaroba, dove si trova e da quanto lo si possiede. Catalogo con foto, più armadi, ricerca con filtri e backup completo. I dati restano sul telefono. Non è un outfit planner né un social: è uno strumento di inventario.
Il problema
Senza una visione d'insieme si comprano doppioni e i capi dimenticati restano inutilizzati. Chi ha più abitazioni fatica anche a ricordare cosa ha lasciato dove.
Come funziona
1. Primo avvio
Un onboarding breve porta a dare un nome al primo armadio e invita ad aggiungere i primi capi, con l'obiettivo di mostrare il primo capo catalogato il prima possibile. L'invito si può rimandare.

2. Armadi
Si creano armadi fisici o logici, con nome, posizione facoltativa, icona e colore; l'elenco mostra quanti capi contiene ciascuno. Un capo appartiene a un armadio e si può spostare.

3. Inserimento di un capo
Dal pulsante "+" si sceglie fotocamera o galleria, oppure si prosegue senza foto, poi si compila una scheda: la categoria è l'unico campo obbligatorio, il resto (colore, armadio, data di acquisto anche approssimativa, nome, tag, note) è opzionale. «Salva e aggiungi» salva il capo e ripropone subito l'inserimento del successivo, per catalogare in sequenza.

4. Dashboard
Mostra il totale dei capi, un invito a completare i capi senza data di acquisto, il numero di capi per armadio (solo con almeno due armadi), un grafico a barre delle categorie più numerose, i capi aggiunti di recente e quelli più vecchi con la loro età. Senza capi catalogati propone di aggiungerne uno.

In più
- Foto compresse, per contenere lo spazio occupato.
- Gestione delle foto non più collegate a nessun capo.
- Tema chiaro, scuro o del dispositivo.
- Lingue inglese e italiano.
- Pagina "Come funziona" nelle impostazioni.
Scelte tecniche
L'obiettivo era un'app che funzioni interamente sul telefono, senza account né server, e che possa crescere (sincronizzazione, riconoscimento da foto) senza dover riscrivere il modello dati.
- Flutter e Dart, Android per primo; iOS possibile in seguito.
- Riverpod per lo stato e go_router per la navigazione.
- Drift (SQLite con migrazioni versionate) per la persistenza locale.
- Architettura per funzionalità, con livelli separati: l'interfaccia parla solo con i repository, mai direttamente con il database.
- Schema pensato per il futuro: chiavi UUID generate dal client, timestamp e cancellazione logica, campi opzionali già predisposti per sincronizzazione e riconoscimento da foto.
- Foto salvate con nome file relativo, per non perderle quando cambia il percorso dei documenti su Android.
- Nessuna stringa hardcoded: tutto passa dal sistema di localizzazione fin dall'inizio.
- Test su repository e logica dei filtri, più test dei widget.
Stato e prossimi sviluppi
L'app è in uso personale, con build di rilascio Android firmata; la pubblicazione su Play Store è da valutare.
Le funzionalità successive restano fuori dalla versione attuale: sincronizzazione cloud, riconoscimento automatico da foto e statistiche avanzate.
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